Corviale: la rivoluzione del calcio

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Succedeva agli inizi degli anni settanta. In piena crisi abitativa, degli architetti "illuminati" progettavano nel quartiere romano di Corviale un complesso residenziale da 1200 unità abitative, un parallelepipedo di cemento lungo 1000 metri. L'edificio, distante dalla capitale e senza collegamenti, doveva essere autonomo e indipendente, offrendo al suo interno tutti i servizi di cui i cittadini potevano aver bisogno.

L'utopia del progetto iniziale si concretizza In un dedalo di corridoi, piani, ballatoi e setti di cemento che oggi è conosciuto come il "serpentone”.

I servizi mai completati, la mancanza di collegamenti con la città, di manutenzione e l’illegalità diffusa a partire dall’occupazione abusiva degli alloggi, hanno fatto di Corviale un quartiere evitato, dimenticato, un concentrato di situazioni di disagio sociale, simbolo delle disfunzioni amministrative e dei fallimenti politici, che accentuano la vulnerabilità degli abitanti stessi del quartiere.

Proprio da questo contesto sorge però l'idea che il serpentone non sia un mostro da abbattere, ma un'occasione e una potenzialità fatta dei suoi circa 8 mila abitanti.

Nel 2009 nasce il Campo dei Miracoli, dove lo sport del calcio viene reinventato e riproposto in una formula che fa dell’inclusione sociale, del fair-play e della legalità i suoi pilastri: il Calciosociale. Un esperimento di successo che coinvolge 10 squadre e un centinaio di partecipanti di qualsiasi sesso, età, capacità e provenienza.

Alle voci dei giocatori che di giorno animano i campi, di notte si alternano quelle dei volontari ai microfoni di Radioimpegno. Da mezzanotte alle otto del mattino, l'emittente trasmette per garantire un presidio continuo nel quartiere e fare rete tra le organizzazioni di matrice sociale operanti sul territorio.

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